Storie di briganti.

Marètë tìnghë e marètë mi faccë, fràtemë më l’aribràccë.

(Un marito ho e uno mi faccio, mio fratello mi riabbraccio).

Questa è la risposta che una donna intorno al 1860 diede.

Mi narrava mio padre che a San Salvo in una casa vicino la Chiesa di San Giuseppe la quale si affacciava sulla piazza, un gruppo di briganti fecero irruzione a notte fonda e presero prigionieri due cognati da loro condannati a morte perché in varie occasioni si rifiutarono di aiutarli, fornendo vettovaglie e rifugio. Così diedero il triste compito alla moglie/sorella di sciegliere chi dove vivere.

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Lug 25, 2019 - Vignette    No Comments

L’escursionista solitario.

Questa vignetta è dedicata al mio collega Massimo De Pascalis che mi ha permesso mediante le sue foto, di conoscere luoghi di montagna a me sconosciuti della nostra bella regione, “l’Abruzzo”.

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Lug 23, 2019 - Home    No Comments

La mecaràgnë rèdë e chiàgnë.

(Il ragno ride e piange).

Si diceva così ai bambini che dopo aver preso le botte pianceva e rideva di ciò che il genitore gli diceva, mischiando lacrime, riso e palloncini di muco fatti col naso creando una spece ti tela di ragno sulle loro facce.

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