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La ràje de la sàre, aripìnnele pe la matène.

(La rabbia della sera, ripondila per la mattina).

Questo per consigliare di non agire d’istinto o di prima indenzione, riflettere e fare scielte ponderate.

Lo starnuto.

Un tempo non tanto, tanto lontano quando una persona starnutiva chi gli stava vicino diceva SALUTE e questo rispondeva GRAZIE, mente ai più piccoli si diceva “Crèsce Sànde ca diàvele ggià ci sì” (Cresci Santo che diavolo già ci sei).

L’abitudine di rispondere “Salute!” dopo uno starnuto pare risalga al Medioevo, periodo in cui la peste nera era particolarmente diffusa, lo starnutire era uno dei primi sintomi, quindi si usava per augurare di non averla contratta.

Ora invece ci sono solo sguardi assassini intirizzati a chi starnutisce.

La fàmmene è gnè la ciammaijèche, se le tùcche càcce la vàve, se nni li tùcche càcce le còrne.

(La donna è come la lumaca, se la tocchi caccia la bava, se non la tocchi caccia le corna).

Un vecchio modo di dire.

“Vàttene a lu puòsse de Mundìnire”.

“Vattene al passo di Montenero”.

Si diceva a chi tentava di ingannare, rubare o danneggiare altre persone, causargli nascostamente danno materiale o morale. Il passo di Montenero era nella località Pietrafracida alla destra di detto comune. Si diceva che lì si appostavano i briganti per derubare e maltrattare i viandanti che guadavano il fiume in quel punto del Trigno e che negli anfratti di quelle ripe essi nascondevano i frutti delle loro ruberie.

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