LA GIÒŠTRË

          LA GIÒŠTRË

Më truvùavë annenda a lu cumùiunë canda sò ‘ngundràtë

Umbùertë tuttë fasciate tuttë ciùppuchènnë e ‘nghë

la fàccë smèrchìglietë

<< Chë të successë? >>

<< Lu iurnë dë SÀNDË VETÀLË, ma ‘nzàccatë sattë na muceclàttë, mendrë m’àrzàvë na machenë m’àrriettatë ‘ndèrrë>>

<< Frèchetë>> sò dettë jè.

<< Në jè finìutë accuscë, stàvë angàurë ‘ndùndetë ca na màchenë dë lë carabbìnirë ma stìcchiatë e sibbutë nu camië dë lë pumbùirë ma passatë assaprë, në sò fattë ‘ndèmbë a decë ohië ca na carrozzë ‘nghë quattrë cavèllë ma sbàlanzatë>>

<<Frèchetë cumbùa >>

<< Aspìttë, më erë quasë arzàtë, štàvë tuttë ardrùnuatë,

candë n’apparecchië më arruvuètë ‘ngòllë>>

<<Ma ‘ngnà së fattë a salvàrtë?>>

<<ÀNNË FERMÌTË LA GIÒŠTRË >>

                                                                        Stefano Marchetta

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LA GIOSTRA

                   LA GIOSTRA

 

Mi trovavo davanti al comune quando ho incontrato Umberto tutto fasciato, zoppicante con la faccia tutta graffiata.

<<Cosa ti è successo >>

<< Il giorno di SAN VITALE, mi ha messo sotto una moto, mentre mi rialzavo un’auto, mi ha ributtato per terra >>.

<< Caspita >> ho detto io.

<< Non è finita così, stavo ancora per terra, intontito, quanto una macchina dei carabinieri mi ha centrato e subito un camion dei pompieri mi è passato sopra, non ho fatto in tempo a dire aihie, che una carrozza con quattro cavalli mi ha scaraventato da un’altra parte >>.

<< Caspita compare >>.

<< Aspetta mi ero quasi alzato quando un aereo mi è venuto addosso >>.

<< Un aereo? … Ma come hai fatto a salvarti? >>

<< HANNO FERMATO LA GIOSTRA >>

 

                                                                     Stefano Marchetta

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Vittoria storica


Avevo scritto questo articolo a tempo debito, ma per motivi tecnici il giornale dove doveva essere pubblicato non uscì, poi passò del tempo troppo tempo e rimase nel cassetto, ora la squadra è retrocessa, ma nella tristezza un ricordo bello fa sempre bene.

VITTORIA STORICA

Premetto di non essere un grande appassionato di calcio, lo vivo di riflesso volendo usare un termine calcistico, lo vivo di rimbalzo, lavorando con colleghi che amano il calcio.
In modo specifico l’amico Mastrocola Antonio che di volta in volta mi ha fatto vivere l’avventura del S.S.San Salvo, vincitrice della COPPA ITALIA ABRUZZO il 17 marzo 2011 nel campo di Pianella contro l’Ortigia.
Nei suoi racconti era come assistere alle partite stando a bordo campo, le prime dove nessuno osava vedere lontano per arrivare a quella più sofferta con il San Buceto che apriva le porte della finale, dove il sogno diveniva realtà in una bellissima e storica finale.
In una cornice di cori i tifosi potettero gioire nel primo gol di Farina per esplodere in goal corale al colpo di testa di Alberico per arrivare al rigore realizzato da Torres trasformando il sogno in realtà scrivendo nell’albo d’oro il nome del San Salvo.
Questi giovani ragazzi di San Salvo sono riusciti non solo nella vittoria storica, ma hanno portato sotto un’unica bandiera e sotto un unico cielo, tutta la città; in un tempo, dove tutti i credi e le ideologie stanno sfumando (ma questo è un altro discorso).
Mi raccontava Gino il fotografo per eccellenza degli eventi della nostra città, pur avendo fotografato squadre di serie A, l’emozione provata quel giorno è indescrivibile perché la tua città è il tuo cuore, espressa in un modo verace da uno striscione (di un ragazzo tornato da Roma) “ SË MÈJË DË LË SAGNETÈLLË ” che risaltava nelle tribune.

Un augurio va a Torricella Valerio, Di Santo Nicola e a Marcello Nicola gli artefici di tutto questo.

 Non mi resta che unirmi al coro gridando forza San Salvo, forza biancazzurri.

Stefano Marchetta

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