Storie di briganti.

Marètë tìnghë e marètë mi faccë, fràtemë më l’aribràccë.

(Un marito ho e uno mi faccio, mio fratello mi riabbraccio).

Questa è la risposta che una donna intorno al 1860 diede.

Mi narrava mio padre che a San Salvo in una casa vicino la Chiesa di San Giuseppe la quale si affacciava sulla piazza, un gruppo di briganti fecero irruzione a notte fonda e presero prigionieri due cognati da loro condannati a morte perché in varie occasioni si rifiutarono di aiutarli, fornendo vettovaglie e rifugio. Così diedero il triste compito alla moglie/sorella di sciegliere chi dove vivere.

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